I lanci dell’ Adnkronos del 10 dicembre 1993

BOMBE: C’E’ BERNARDO PROVENZANO DIETRO GLI ATTENTATI

 Roma 10 dic. (Adnkronos) – E’ Bernardo Provenzano, il successore di Toto’ Riina alla guida di Cosa Nostra, il mandante delle bombe della scorsa estate. Questa – apprende l’Adnkronos – l’ipotesi su cui stanno lavorando alcuni investigatori che indagano sugli attentati di Roma, Firenze e Milano. I nostri 007 sono convinti che il cosidetto ”gruppo Riina”, guidato da Provenzano insieme a Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella e Pietro Aglieri, abbia ideato e realizzato gli attentati che avrebbero dovuto essere dimostrativi e che soltanto per una serie di circostanze hanno causato delle vittime.

 Per quanto riguarda via dei Georgofili a Firenze, ad esempio, il fatto che la bomba sia esplosa all’1 di notte in una stradina isolata e che non si sia riusciti a capire dalla perizia balistica se fosse stata azionata con un timer o con un telecomando, fa ritenere che gli attentatori volessero devastare gli Uffizi, ma che ritenessero la Torre dei Pulci disabitata. Anche per via Palestro a Milano, l’ora ed il posto isolato portano la nostra intelligence a ritenere che soltanto l’arrivo imprevisto dei vigili del fuoco e dei vigili urbani abbia causato la strage.

 Pur non potendo per il momento contare su alcuna rivelazionwe da parte dei pentiti, gli uomini dell’antimafia sono arrivati a questa conclusione attraverso una serie di ragionamenti. Il primo e’ che nessuna organizzazione ne’ criminale ne’ tantomeno terroristica puo’ disporre in Italia della potenza di fuoco di Cosa Nostra. Il secondo e’che il fatto che nessun attentato sia stato rivendicato porta ad escludere che si tratti di terrorismo politico. (segue) (Rao/Bb/Adnkronos)

BOMBE: C’E’ BERNARDO PROVENZANO DIETRO GLI ATTENTATI (2)

(Adnkronos) – C’e’ poi la coincidenza temporale con la reiterazione del cosiddetto articolo 41 bis del regolamento penitenziario che inasprisce il trattamento per i boss mafiosi in carcere. Il tentativo di Cosa Nostra sarebbe stato quindi quello di intimidire lo Stato con una serie di azioni eclatanti, sperando che il 41 bis non fosse ripristinato. Anche lo ”stile” con il quale sono stati condotti gli attentati ricorda quello dei corleonesi. Questa ipotesi e’ stata rafforzata dalle rivelazioni dei due ultimi pentiti: Santino Di Matteo e Salvatore Cancemi, che hanno indicato proprio in Giovanni Brusca e Leoluca Bagarella i capi del ”gruppo di fuoco” di Capaci. Quanto a Pietro Aglieri, il boss della Guadagna viene indicato da piu’ parti come il killer di Lima e come il ”fuochista” della strage di via d’Amelio.

L’unica anomalia per il modus operandi di Cosa Nostra sarebbe la presenza di una donna in alcuni degli attentati. Ma potrebbe trattarsi di una persona con i capelli lunghi o anche di una parrucca. Ed in ogni caso, se questa presenza venisse accertata, avrebbe potuto essere una persona legata alla criminalita’ locale che avrebbe avuto funzioni di supporto ai mafiosi venuti dalla Sicilia. (Rao/Bb/Adnkronos)

cfr. Trattativa Stato-Mafia, Violante: ”Dietro le stragi ’93 poteva esserci solo Cosa nostra”

E’ probabile che all’epoca Nicola Rao sia venuto a conoscenza dell’informativa dello SCO dell’11 settembre 1993

cfr. L’allarme sulla trattativa coi boss perduto nei cassetti dell’Antimafia

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