Così nacque Forza Italia, il partito-azienda

MILANO La decisione di fondare Forza Italia viene presa nel maggio 1992, un anno e mezzo prima della «discesa in campo» di Berlusconi (il discorso del Cavaliere sulle reti Mediaset è del gennaio 1994).
A dirlo, in più interrogatori, è l’uomo che era stato chiamato a catechizzare i manager di Publitalia sui primi rudimenti della politica. Ezio Cartotto, classe 1943, è un dipendente della concessionaria di pubblicità delle reti Fininvest ed ha una storia legata alla sinistra Dc. È lui che scrive i discorsi di Giovanni Marcora e Piero Bassetti, allora potente presidente della Camera di commercio. Cartotto conosce Berlusconi dal 1971 e nel maggio-giugno 1992 viene contattato da Dell’Utri che gli parla del progetto.
Siamo in piena Tangentopoli (gli avvisi di garanzia al sindaco di Milano e cognato di Craxi, Pillitteri, sono proprio del maggio 1992) e Dell’Utri vede crollare «gli ordinari referenti politici del gruppo Fininvest». Per questo ipotizza che il gruppo stesso possa «entrare in politica». Cartotto viene inserito in una struttura con un paio di giornalisti, un dirigente della Coldiretti, un paio di ex sindaci e Nicolo Querci, poi diventato dirigente Fininvest ma allora semplice segretario di dell’Utri. E si arriva a settembre 1992. C’è la tradizionale convention di Publitalia a Montecarlo e Berlusconi dice: «I nostri amici che ci aiutavano contano sempre di meno; i nostri nemici contano sempre di più; dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza per combatterli». Pare che Gianni Letta e Fedele Confalonieri fossero contrari alla discesa in campo del gruppo Fininvest e con loro c’erano schierati Montanelli (allora direttore de “Il Giornale”, Federico Orlando e Maurizio Costanzo), mentre erano con Dell’Utri (dalla parte dei “falchi”) sia Cesare Previti che Ennio Doris (attuale presidente di Mediolanum).
La decisione ultima viene presa ad aprile 1993 quando Berlusconi convoca Cartotto e «un amico che stimava molto dal punto di vista politico»: Bettino Craxi. Si parte, si decide di fare il “giro d’Italia” di tutte le aziende clienti del gruppo. Berlusconi, comunque, non ha ancora deciso di essere il leader del nuovo partito. Nell’estate 1993 ci sono gli attentati a Firenze (via dei Georgofili) e Milano (via Palestro) oltre che il fallito attentato a Maurizio Costanzo. Ad agosto la decisione è presa. Giuliano Urbani, manager molto ascoltato, dice a Berlusconi che alle successive elezioni politiche, grazie al sistema maggioritario, i comunisti avrebbero certamente vinto le elezioni. Berlusconi comincia le riunioni, nel “teatrino di Arcore”. A Natale 1993 si decide che leader della nuova formazione sarà lo stesso Berlusconi.
E’ lo stesso Cartotto, interrogato dai procuratori di Palermo e Caltanissetta nel 1997 a dire che Berlusconi, a un certo punto, aveva messo sotto accusa Dell’Utri perché i suoi rapporti con la mafia provocavano un calo dei consensi a Forza Italia, secondo sondaggi fatti al momento.
«E ricordo – fa mettere a verbale Cartotto nel corso degli interrogatori – la reazione di Dell’Utri che mi sorprese, in quanto mi disse: «Silvio non capisce che deve ringraziarmi, perché se dovessi aprire bocca io….».
Quindi l’avvio dei rapporti con le altre forze politiche. Si arriva alla primavera 1994. Berlusconi, alleato al nord con la Lega e al sud con l’Msi, vince e si insedia a Palazzo Chigi.

Gigi Furini per Il Piccolo del 9 febbraio 2010

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