Ciancimino e il misterioso ‘signor Franco’

Il misterioso “signor Franco”, un personaggio legato ai servizi segreti, descritto come distinto e caratterizzato da una deformazione del volto, è stato più volte evocato da Massimo Ciancimino, nelle sue dichiarazioni. Il padre di Massimo, l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, avrebbe invece chiamato questa persona con il nome di “Carlo”. A presentarlo a Ciancimino senior sarebbe stato l’ex ministro dell’Interno Franco Restivo. “Franco-Carlo” sarebbe stato una delle pochissime persone (cinque o sei) che avevano accesso alla linea telefonica riservata di Vito Ciancimino e che potevano arrivare a casa senza appuntamento.

Questo “Franco”, citato da Massimo Ciancimino in diversi verbali di interrogatorio ai pm di Caltanissetta e Palermo e nelle udienze del processo, farebbe parte di un apparato di sicurezza dello Stato. L’uomo, di cui Ciancimino dice di non avere mai conosciuto la vera identità, ma solo un numero di cellulare (che sarebbe stato recuperato dai magistrati palermitani in una scheda sim telefonica di Ciancimino jr), avrebbe fatto anche da tramite fra Vito Ciancimino ed esponenti delle istituzioni. A lui sarebbe stata affidata una lettera da consegnare al sen. Marcello Dell’Utri, proveniente dai boss corleonesi, in cui si fa riferimento “all’on. Berlusconi”, al quale veniva chiesto di mettere a disposizione un’emittente televisiva. “Franco” avrebbe intensificato i suoi rapporti con i Ciancimino nell’estate delle stragi (durante la quale Vito Ciancimino avrebbe anche incontrato Licio Gelli a Cortina) e avrebbe svolto un ruolo, prima in veste defilata poi da protagonista, nella cosiddetta “trattativa” tra Cosa nostra e le istituzioni. Prima di incontrare gli alti ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Giuseppe De Donno, Vito Ciancimino avrebbe chiesto il permesso a Provenzano, ma anche a Franco. Sempre Franco (o uomini a lui legati) avrebbero permesso l’incontro in carcere, sotto la doccia, dell’ex sindaco di Palermo con l’esattore di Salemi Nino Salvo, che erano entrambi in isolamento. Nel 2002, il giorno della sepoltura del padre, “Franco” avrebbe consegnato a Massimo Ciancimino un biglietto di condoglianze da parte di Bernardo Provenzano. Uomini legati a Franco avrebbero evitato la perquisizione della cassaforte in cui erano custoditi il papello e i pizzini di Provenzano nella casa di Ciancimino jr e lo avrebbero pesantemente “consigliato” di avvalersi della facoltà di non rispondere, nel caso fosse stato chiamato a parlare di argomenti come la “trattativa”. In tempi recenti “Carlo-Franco” si sarebbe fatto vivo con Massimo Ciancimino e gli avrebbe passato “false” notizie su Bernardo Provenzano. Oggi il figlio dell’ex sindaco di Palermo ha depositato al processo il passaporto rilasciato al figlio dieci giorni dopo la nascita, grazie proprio all’intervento di “Franco”.

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