Note sparse

In questa pagina vengono pubblicate annotazioni di varia natura, lo scopo è quello di segnalare notizie, fatti e circostanze da utilizzare come spunti per ulteriori approfondimenti, per porre interrogativi, per sollevare dubbi

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Nota n° 11 del 30 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr., sarebbe interessante studiare certe analogie e ricorrenze tra la vicenda di Balduccio Di Maggio e quella di Ciancimino Jr. :

a) entrambi sono coinvolti, a vario titolo, nella vicenda riguardante l’arresto di Riina

b) il primo danneggiò il processo Andreotti con la storia del famoso ( ma poco credibile) bacio tra Riina e Andreotti mentre il secondo sta danneggiando il processo sulla c.d. “trattativa Stato-mafia” con documenti manipolati e dichiarazioni inattendibili

c) il primo continuò a delinquere durante il programma di protezione dei testimoni ed anche Ciancimino ha continuato a delinquere durante la sua controversa “collaborazione” con le procure siciliane

d) c’è chi pensa che Balduccio Di Maggio fosse manovrato e c’è chi sospetta che dietro Ciancimino Jr. potrebbe nascondersi “una occulta cabina di regia”.

Nota n° 10 del 28 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr. , chissà cosa sarebbe successo se Ciancimino Jr. avesse gestito in maniera più oculata i documenti che poi ha consegnato alle procure siciliane :

a) se avesse consegnato solo la fotocopia del contro-papello, probabilmente l’ipotesi della c.d. “trattativa Stato-mafia” non sarebbe stata indebolita da un documento equivoco come la fotocopia del c.d. “papello” con post-it annesso

b) se non avesse consegnato la lettera con l’intestazione fasulla a Berlusconi, probabilmente il documento sequestrato nel 2005 nel quale si parla di Berlusconi avrebbe adesso una valenza diversa

c) se invece di consegnare la falsa cartolina con il nome di De Gennaro, avesse consegnato il documento di cui ho scritto tre giorni fa, adesso la storia del signor Franco/Carlo potrebbe sembrare del tutto credibile

Invece Ciancimino Jr. ha fatto di tutto per risultare inattendibile consegnando ai magistrati documenti manipolati o inutilizzabili che sono risultati invece utilissimi a chi aveva tutto l’interesse a mettere in evidenza la sua inattendibilità

La domanda è : Ciancimino è talmente stupido da credere che documenti fasulli e/o manipolati sarebbero passati inosservati ?

Nota n° 9 del 25 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr, nel corso dell’interrogatorio del 7 maggio 2011, successivo al suo arresto del 21 aprile, Ciancimino Jr. rivela ai PM di “avere celato in un locale annesso alla propria abitazione palermitana, copiosa documentazione, in buona parte di provenienza paterna” che è stata poi sequestrata dalla Procura di PA e successivamente sottoposta ad esame anche da parte della Procura di CL

Tra i documenti sequestrati, ce n’è uno molto interessante che possiede, come vedremo, 3 caratteristiche che non sono presenti in blocco in altri documenti :

1) la paternità è certa ( è un documento scritto da Massimo Ciancimino )

2) è un documento genuino ( non ci sono segni o indizi di eventuali manipolazioni )

3) è un documento databile con ragionevole certezza entro un lasso di tempo piuttosto circoscritto

Questo è il testo:

X PAPA’

Ho visto Giancarlo come da appuntamento

Ho posto i tre quesiti (‘T’, ’18 P’ e se era possibile prima della Cass. andare a casa).

Mi ha detto che fino ad ora non ci sono novità.

Restano i vecchi accordi presi con te

“T” non fa niente prima della sentenza “P”

Dichiarazioni dei pentiti (nuovi) su di te non dicono nulla. Le ha lette.

Aspetta insediamento del nuovo a Palermo. (E’ amico), per sapere notizie dei nuovi assetti

Per quanto riguarda “P” si preoccupa di interventi esterni e per poterli arginare ha bisogno di parlare con te.

Abbiamo stabilito che è il caso che vi incontriate al più presto.

Come te lo spiego giorno 12 al colloquio

IMPORTANTE:

Per il giorno 14-1-93 puoi fare la rinunzia a presenziare in udienza.

Per il giorno 18-1-93 aspetta mie istruzioni che posso darti solo io il giorno 12

Nel documento è poi presente un breve addendum con un riferimento ad un certa Ellide ma questo riferimento riguarderebbe fatti personali di Vito Ciancimino che qui non interessano

Non so dire se il documento sia la bozza di un messaggio effettivamenete recapitato a Vito Ciancimino mentre era in carcere, si tratta però di un documento rinvenuto nella sua forma originale e pare che sia stato periziato dalla Scientifica ma non conosco i dettagli della perizia ( periziare il tipo di carta di un documento originale che è databile con sufficiente precisione può essere utile per fare delle comparazioni attendibili con documenti la cui datazione è incerta ma non so se questa comparazione sia stata fatta da qualcuno )

Fatto sta che la semplice visione del documento e la semplice lettura del testo non lasciano dubbi sulle 3 caratteristiche di cui si è detto e che qui si ribadiscono :

1) è un documento scritto da Massimo Ciancimino

2) è un documento genuino ( non ci sono segni o indizi di eventuali manipolazioni )

3) è un documento databile con certezza tra il 19 dicembre 1992 ( data dell’arresto di Vito Ciancimino ) ed il 12 gennaio 1994 ( data nella quale Massimo Ciancimino prevede un colloquio con il padre in carcere ) . Considerando che il messaggio destinato al padre è stato scritto quasi sicuramente alcuni giorni dopo il 19 dicembre, dopo l’appuntamento con tale “Giancarlo” e probabilmente subito dopo le feste natalizie e comunque alcuni giorni prima del 12 gennaio successivo, è ragionevole ipotizzare che il messaggio sia stato scritto nei primi giorni di gennaio.

Ma il fatto più interessante è che l’autore, proprio lui, ha dato di questo messaggio un’interpretazione assolutamente fantasmagorica sostenendo che il “Giancarlo” nominato nel messaggio sarebbe il cap. De Donno, che la prima “T” starebbe per “tubi” (in riferimento alle mappe che sarebbero servite a Provenzano per indicare il luogo dove si nascondeva Totò Riina), che “18 P’’ sarebbero i giorni da aspettare prima della perquisizione del covo di via Bernini, che la seconda “T” indicherebbe ancora il De Donno, che la “sentenza P’’ sarebbe riferibile alle decisioni di Provenzano, che il “nuovo” sarebbe Giancarlo Caselli ( che in effetti stava per arrivare a PA come Procuratore Capo ). Secondo Ciancimino Jr. la frase conclusiva “Abbiamo stabilito che è il caso che vi incontriate al più presto” voleva dire che il padre Vito avrebbe dovuto incontrare al più presto il superlatitante Provenzano : Ciancimino Jr. ha sostenuto che con l’accordo dei carabinieri, sarebbe stato organizzato per il 18 gennaio, giorno dell’udienza del processo d’appello, un incontro tra il padre e Provenzano, che all’epoca era ovviamente latitante.

Non occorre essere particolarmente ferrati in grammatica ed analisi logica per comprendere che le spiegazioni di Ciancimino Jr. non stanno in piedi (eccezion fatta per il riferimento a Caselli ) : ad esempio non è possibile sostenere che “Giancarlo” sia De Donno e nel tempo stesso sostenere che anche la seconda “T” indicherebbe il De Donno o che la lettera “T” indichi una prima volta “tubi” ed una seconda volta De Donno così come è impossibile credere alla storiella dell’incontro tra Vito Ciancimino e Provenzano, tutto ciò è palesemente assurdo, inventato di sana pianta.

Però questa interpretazione fantasmagorica ed assurda del Ciancimino Jr. rimane comunque interessante perché da una parte essa rafforza il sospetto che le sparate di Ciancimino Jr. e la sua vocazione all’autolesionismo nel dichiarare cose inverosimili (e presentare documenti manipolati) si inseriscano in un progetto, di cui lui potrebbe essere diventato da un certo momento in poi l’ideatore o l’esecutore per conto terzi, che mira ad inquinare il terreno sul quale si muovono le procure siciliane e nello stesso tempo rafforza la nostra certezza che Ciancimino Jr. stia coprendo, per interesse personale o per paura, personaggi coinvolti a vario titolo nella c.d. “trattativa Stato-mafia”.

Per decodificare il testo, noi possiamo solo fare delle ipotesi di massima, più o meno azzardate, tenendo conto del fatto che da un certo punto in poi la sintassi non è del tutto chiara e non si capisce bene se il soggetto attivo sia “T” o se “Giancarlo” rimanga il soggetto unico sottinteso di tutto il documento eccezion fatta per la frase “T” non fa niente prima della sentenza “P” .

Per ovviare a questa incertezza, possiamo provare ad introdurre, nella parte ambigua del testo, “Giancarlo” come soggetto principale e vediamo che succede :

IPOTESI 1

“T” non fa niente prima della sentenza “P”

Dichiarazioni dei pentiti (nuovi) su di te non dicono nulla. “Giancarlo” le ha lette.

“Giancarlo” aspetta insediamento del nuovo a Palermo. (E’ amico), per sapere notizie dei nuovi assetti

Per quanto riguarda “P”, “Giancarlo” si preoccupa di interventi esterni e per poterli arginare ha bisogno di parlare con te.

Abbiamo stabilito che è il caso che vi incontriate al più presto. ( si sottintende un incontro di Vito Ciancimino con “Giancarlo” )

Come te lo spiego giorno 12 al colloquio

Nell’ IPOTESI 1 “Giancarlo” è dunque il soggetto primario

Adesso proviamo ad introdurre nella stessa parte di testo il soggetto “T” invece del soggetto “Giancarlo” e vediamo che succede :

IPOTESI 2

“T” non fa niente prima della sentenza “P”

Dichiarazioni dei pentiti (nuovi) su di te non dicono nulla. “T” le ha lette.

“T” aspetta insediamento del nuovo a Palermo. (E’ amico), per sapere notizie dei nuovi assetti

Per quanto riguarda “P” , “T” si preoccupa di interventi esterni e per poterli arginare ha bisogno di parlare con te.

Abbiamo stabilito ( con “Giancarlo”) che è il caso che vi incontriate al più presto ( si sottintende un incontro di Vito Ciancimino con “T” o con “Giancarlo” )

Come te lo spiego giorno 12 al colloquio

Nell’ IPOTESI 2 “Giancarlo” è ancora presente ma divide la scena con “T”

Se prendiamo per buona l’IPOTESI 1, chi potrebbe essere questo “Giancarlo” ? Non lo sappiamo. Il testo ci dice però che questo “Giancarlo” è un personaggio introdotto in certi ambienti, in grado di contattare personaggi di un certo livello, pronto a dare consigli ai Ciancimino e pronto ad incontrare Vito Ciancimino in galera. Potrebbe trattarsi del misterioso signor Franco/Carlo ? Non lo possiamo escludere, l’ipotesi è suggestiva

Se invece prendiamo per buona l’IPOTESI 2, “Giancarlo” potrebbe essere il misterioso signor Franco/Carlo mentre “T” potrebbe essere un magistrato o un carabiniere (perché dal documento si evince che il soggetto, in questo caso “T”, sarebbe in grado di leggere verbali non depositati)

“T” potrebbe essere un carabiniere ? A tal proposito possiamo far presente che il col. Mori dice di aver incontrato Caselli a Torino in data 10 gennaio, quindi prima dell’insediamento e di avergli parlato dei colloqui avuti con Ciancimino (nel 1998 Mori aveva detto invece di aver parlato con Caselli dopo l’insediamento) . In ogni caso i due, all’epoca, erano in ottimi rapporti. Poi in data 22 gennaio, 7 giorni dopo l’arresto di Riina, i Carabinieri del ROS hanno un colloquio investigativo ( autorizzato da Caselli) con Vito Ciancimino ( Mori dice : “il 22 gennaio ’93 feci un colloquio investigativo che riferii a Caselli” ).

Ma c’è dell’altro : nella puntata di AnnoZero del 10 dicembre 2009, Ciancimino Jr. dichiara che subito dopo essere stato arrestato (Ciancimino Jr. dice “nel momento in cui” ) il padre lo avrebbe contattato da Rebibbia tramite il cellulare di De Donno e lo avrebbe invitato a consegnare ai Carabinieri le mappe che dovevano servire per localizzare il covo di Riina. L’episodio viene raccontato da Ciancimino Jr. anche nel libro “Don Vito” ( cfr. pagina 217 ). Nell’interrogatorio del 4 agosto 2009 Ciancimino Jr. aveva detto : ” …mi son ricordato che due volte il mio papà dal carcere mi ha chiamato da un’utenza, da un cellulare immagino” . Anche nel verbale del 23 gennaio 2009 Ciancimino aveva parlato di una telefonata ricevuta dal carcere : “Mi ha chiamato il Capitano DE DONNO dal carcere, dicendomi che dovevo parlare con mio padre … “

Ma non sarebbe finita qui : secondo una fonte giornalistica, De Donno avrebbe incontrato Vito Ciancimino a Rebibbia prima delcolloquio investigativo del 22 gennaio e questo incontro sarebbe avvenuto precisamente in data 12 gennaio, proprio la data nella quale Ciancimino Jr. aveva previsto di incontrare il padre.

Il condizionale è d’obbligo ma se tutti questi fatterelli venissero riscontrati e messi in fila, potremmo dire che i Carabinieri del ROS continuano a “seguire” con grande attenzione Vito Ciancimino anche nelle settimane seguenti all’arresto e quindi l’ipotesi che nel documento di Ciancimino Jr. “T” sia un carabiniere potrebbe acquistare consistenza

In alternativa, il soggetto “T” indicato nel documento potrebbe essere un magistrato in contatto con “Giancarlo” ? Nemmeno questa ipotesi può essere esclusa,anzi, c’è un passaggio dell’interrogatorio di Ciancimino Jr. del 30 luglio 2009 che fa pensare che “Giancarlo” possa davvero essere il signor Franco/Carlo e “T” un magistrato :

CIANCIMINO: …non ti preoccupare, non ti preoccupare che non ti chiama nessuno che non succede niente. E in effetti devo dire che sia il signor Carlo che poi DE DONNO non… non sono mai stato chiamato a Firenze, in più il signor Carlo, siccome sapevo che c’era un processo a Caltanissetta, mi disse che il dottor TINEBRA gli aveva detto che non sarei stato chiamato neanche a Caltanissetta…

P.M.2: A chi l’avrebbe detto il dottor TINEBRA?

CIANCIMINO: Al signor Carlo, mi ha detto: sarai… non sarai…

P.M.2: Scusi il dottor TINEBRA ha parlato col signor Carlo…

CIANCIMINO: Non lo so se ha parlato, ha detto: non sarai chiamato…

P.M.1: Questo è quello che le ha riferito il signor Carlo…

CIANCIMINO: Esatto, non sarai chiamato neanche a Caltanissetta dal dottor TINEBRA, perché io sapevo che c’era un processo e un processo là; non è che lo disse solo a me, parliamo di periodo in cui c’è in vita mio padre ehh, per cui non parliamo… parliamo di momenti storici in cui mio padre è in vita…

P.M.1: All’epoca…

CIANCIMINO: …all’epoca…

Insomma, nemmeno l’ipotesi che “T” sia un magistrato può essere scartata a priori

Il condizionale è ancora una volta d’obbligo, le nostre ipotesi interpretative sono appunto solo ipotesi, le dichiarazioni di Ciancimino Jr., come si è visto, sono a volte inattendibili e surreali ma un fatto è certo : quel “Giancarlo” e quel “T” non sono personaggi di una fiction e Ciancimino Jr. non può non sapere chi sono per davvero quel “Giancarlo” e quel “T” indicati nel messaggio diretto al padre

Ecco perché questo documento è così importante : perché è un documento sicuramente scritto da Ciancimino Jr., è un documento genuino, è un documento databile con certezza tra il 19 dicembre 1992 ed il 12 gennaio 1994 ma soprattutto è un documento che l’autore potrebbe decifrare facilmente se solo lo volesse

Su questo punto le procure siciliane dovrebbero mettere Ciancimino Jr. con le spalle al muro per fargli capire che la ricreazione è finita

Nota n° 8 del 24 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr., nell’interrogatorio del 20 novembre 2009, gestito congiuntamente dai PM di PA e di CL, ad un certo punto, verso la fine, Sergio Lari ( da qui in poi indicato con la sigla P.M. 4) interviene per chiedere lumi su un nome presente nella rubrica di Ciancimino Jr.


P.M.4: …ho visto sulla rubrica un riferimento al senatore IANNUZZI…

CIANCIMINO: Il senatore IANNUZZI è stato una persona sempre presente nella vita di mio padre, tanto presente che il giorno che dovevo prendere il papello, non so come, né perché dovevo prendere diciamo quello alias, la fotocopia, ci siam capiti…

P.M.4: Parli, parli.

CIANCIMINO: …lui era a Parigi, mi disse: so che sei a Parigi… mi chiamò…

P.M.2: Le disse, cioè le ha telefonato?

CIANCIMINO: Mi ha chiamato al mio numero e mi ha dato appuntamento al Cafè de Flor; al Cafè de Flor ci siamo visti e…

P.M.4: Ma di quando stiamo parlando?

CIANCIMINO: 3 settimane fa.

P.M.4: Ah, va bene.

CIANCIMINO: Io… il senatore IANNUZZI è un personaggio che mio padre conosce da tempo, da tempo entrava e usciva da casa mia, mio padre si consultava, tanti argomenti sono stati trattati col senatore IANNUZZI anche se mio padre collocava il senatore IANNUZZI vicino a ambienti di Servizi diciamo non tanto amici di mio padre, cioè…

P.M.4: Era una sua idea oppure una supposizione?

CIANCIMINO: No, lo sapeva per certo, lo sapeva per certo.

P.M.4: E quindi c’erano rapporti fra il senatore IANNUZZI e il signor Franco o Carlo?

CIANCIMINO: No, no, almeno credo… non so se era… però mio padre dice che il senatore IANNUZZI era molto addentro agli uomini dei Servizi, me lo diceva sempre, difatti dice…

Dopo qualche mese, nel febbraio del 2010, Ciancimino Jr. dirà che “signor Franco era uno di quei cinque o sei personaggi che avevano accesso a utenze riservate e che poteva venire a casa mia senza appuntamento”.

Ora mi chiedo : visto che il mitologico signor Franco e Lino Jannuzzi erano di casa, andavano e venivano a loro piacimento, possibile che i due non si siano mai incontrati di trasforo per le scale, nell’androne del palazzo e sul portone dell’ingresso mentre uno dei due usciva e l’altro entrava ?

Beh, io qualche domandina a Lino Jannuzzi su questa faccenda l’avrei fatta, ad esempio questa : Dott. Jannuzzi, quando Lei frequentava casa Ciancimino ha mai avuto occasione di incontrare persone di sua conoscenza o persone a Lei sconosciute ma amiche di Vito Ciancimino ?

E nell’occasione avrei aggiunto un’altra domandina : Dott. Jannuzzi, in occasione delle sue chiacchierate con Vito Ciancimino, Le è mai stato riferito in confidenza dallo stesso Vito Ciancimino qualcosa circa le visite del cap. De Donno e del col. Mori ?

Ma non mi risulta che Lino Jannuzzi sia stato sentito dalle procure siciliane e non sappiamo nemmeno se le perquisizioni del 2011 siano state di qualche utilità

E poi mi chiedo : visto che erano entrambi, intendo dire sia il signor Franco che Lino Jannuzzi, chi più e chi meno, ammanicati con i Servizi, possibile che da nessuna parte vi sia una traccia delle loro visite in casa Ciancimino ?

Possibile che a nessuno sia venuto in mente di mettere sotto sorveglianza le case di un personaggio di spicco come Vito Ciancimino, soprattutto dopo la condanna del gennaio del 1992 ?

Nell’archivio del ROS, la documentazione su Ciancimino arriva fino all’aprile del 1992, poi stranamente c’è un vuoto che arriva fino al dicembre del 1992, il mese dell’arresto.

Nota n° 7 del 23 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr., la vicenda della presunta lettera di minacce a Berlusconi presenta molti aspetti ancora poco chiari :

1) perché nel momento in cui Ciancimino Jr. mette a disposizione della Procura di PA il presunto “papello” ( siamo a metà ottobre del 2009, per la precisione il 14 ottobre ) tira fuori anche la presunta lettera di minacce a Berlusconi senza consegnarla alla Procura ma facendola pubblicare sul periodico siciliano “S” ?

2) siamo sicuri che sia stato Ciancimino Jr. a passare il documento al periodico ?

3) perché nell’interrogatorio del 29 ottobre 2009 nessuno dei PM di PA chiede lumi a Ciancimino Jr. sulla presunta lettera di minacce a Berlusconi che da alcuni giorni circola anche sul web ?
Eppure si tratta di una questione che in quel momento dovrebbe avere priorità assoluta

4) perché in data 1° dicembre 2009 Ciancimino Jr. consegna alla Procura di CL solo un pezzo originale ( non una fotocopia ) della presunta lettera di minacce a Berlusconi (un pezzo che tra l’altro s’integra perfettamente con la lettera ( in fotocopia ) nota dall’ottobre precedente) ?

5) come mai nessuno comincia a questo punto ad avere seri dubbi sui “collage” di Ciancimino Jr. visto che è lui stesso ad ammettere in data 1° dicembre 2009 che uno dei documenti da lui presentati è un collage ?

6) perché in data 8 febbraio 2010 Ciancimino presenta in Tribunale, nel corso di un’udienza del processo Mori-Obinu, una fotocopia della presunta lettera di minacce a Berlusconi che non è identica alla fotocopia che era stata pubblicata dal periodico “S” nell’ottobre dell’anno precedente ?

7) perché Ciancimino Jr., da un certo momento in poi, fa di tutto per essere sbugiardato ?

8) dietro a tutto questo c’è una “regia occulta” ?

Nota n° 6 del 22 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr., non si sa quale esito abbiano avuto gli accertamenti riguardanti la vicenda di quel misterioso Mister X che avrebbe fornito a Ciancimino Jr. una serie di documenti del padre ( tra cui la fotocopia manipolata della cartolina con il nome De Gennaro ) , certo è che l’ipotesi che qualcuno abbia fornito a Ciancimino Jr. dei documenti ( originali e/o fotocopiati e/o taroccati ) non può essere esclusa del tutto visto che nel corso della perquisizione del 17 febbraio 2005 non pochi documenti di Vito Ciancimino furono fotocopiati in modo irrituale ( si parla di circa 200 fotocopie ) e visto che non c’è la certezza che tutti i documenti sequestrati siano stati consegnati all’ A.G. (cfr. la testimonianza dell’appuntato Samuele Lecca del 21 dicembre 2010 nel processo Mori-Obinu)

Nota n° 5 del 21 agosto 2013

Sempre a proposito di Ciancimino Jr., da notare che la deriva autolesionista comincia nell’ottobre del 2009 e che nello stesso periodo Ciancimino Jr. è in contatto con Lino Jannuzzi, nemico storico di Giovanni Falcone e Gianni de Gennaro e grande amico dei Carabinieri del ROS

Forse sono solo coincidenze o forse no

Fatto sta che Ciancimino Jr. incontra Jannuzzi a Parigi nell’autunno del 2009, è lui stesso che lo dice ( cfr. dichiarazioni a verbale del 20.11.2009 ) e secondo la Procura di CL i due si sarebbero incontrati prima della consegna del presunto “papello” all’A.G.

Visto e considerato che dopo tale contatto salta fuori non solo il presunto “papello” ma salta fuori anche la presunta lettera di minacce a Berlusconi non mi pare che sia illecito nutrire qualche dubbio sul ruolo di Jannuzzi in queste vicende, tant’è che la Procura di CL qualche dubbio l’ha avuto

P.S. Purtroppo la decisione di perquisire le case di Jannuzzi è avvenuta con grave ritardo ( dicembre 2011 )

Nota n° 4 del 21 agosto 2013

A proposito del Ciancimino Jr. , non so se qualcuno l’ha già notato ma la fotocopia della presunta lettera destinata per conoscenza a Berlusconi pubblicata nell’ottobre 2009 sul magazine “S” non è identica alla fotocopia poi presentata in aula nel processo Mori-Obinu in data 8 febbraio 2010

cfr. fotocopia dell’ottobre 2009 con fotocopia prodotta in data 8 febbraio 2010

Nota n° 3 del 1 luglio 2013

L’ ultima estate siciliana è appena cominciata. E subito un anonimo “molto informato” fa il giro di Palermo. E’ una lettera senza firma di 8 cartelle, spedita a 39 indirizzi, dal Presidente della Repubblica ai direttori di alcuni giornali, dai magistrati ai segretari di alcuni partiti. Dentro si parla di mafia e di antimafia, di scandali, di “coperture”, di tangenti, di strani incontri. Le mezze verità si mischiano con l’ immondizia, dopo il tritolo la mafia va all’ attacco un’ altra volta con le lettere.

Sono le parole con le quali si conclude un articolo di Atttilio Bolzoni del 25 giugno 1992 dedicato agli appunti di Falcone pubblicati da “Il Sole-24 Ore”.

Si tratta probabilmente della prima volta in cui trapela una notizia riguardante la cosiddetta “lettera del Corvo 2”.

Il documento anonimo comincia a circolare dal 23 giugno.

Da notare che il 25 giugno è anche il giorno in cui Paolo Borsellino ebbe un incontro riservato con Mario Mori e Giuseppe De Donno alla Caserma Carini di Palermo.

Secondo una testimonianza recente di Carmelo Canale, all’epoca suo braccio destro, Borsellino aveva chiesto di incontrare Giuseppe De Donno perché un collega gli aveva detto che era lui l’autore dell’anonimo

Nota n° 2  dell’11 giugno 2013

Anche l’altro figlio di Ciancimino conferma la trattativa mafia-Stato

Un altro Ciancimino conferma l’esistenza della trattativa fra Stato e mafia e del cosiddetto “papello”, le richieste che i boss avanzarono ai rappresentanti delle Istituzioni per interrompere la catena stragista: i pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo hanno depositato – in attesa di convocarlo in aula, al processo Mori – i verbali di Giovanni Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, e fratello di Massimo, gia’ autore di una serie di dichiarazioni che hanno consentito di arricchire o riaprire vecchi filoni investigativi.

Giovanni Ciancimino racconta che il padre, nell’estate del ’92, fra la strage di Capaci e quella di via D’Amelio, nel ’92, gli disse di essere stato incaricato di “una cosa importante” da “persone altolocate”: don Vito (morto nel novembre 2002) avrebbe dovuto prendere contatti con “quelli dell’altra sponda”, cioe’ i mafiosi, per evitare che dalle stragi si passasse a “una mattanza”. Da questo incarico l’ex sindaco condannato per mafia e corruzione aveva intenzione di trarre benefici per se’ e per i familiari.

Dopo la strage di via D’Amelio, racconta Giovanni Ciancimino, di professione avvocato, il padre gli fece delle domande di carattere tecnico-giuridico, “consultando un manoscritto a stampatello”. In particolare, Ciancimino padre volle sapere se fosse possibile l’abolizione dell’ergastolo, la revisione del maxiprocesso, l’abolizione del carcere duro e una legge sui pentiti molto severa. Il figlio avrebbe risposto che non c’era molto da fare e l’ex sindaco del sacco di Palermo si sarebbe mostrato “molto stizzito”, confermando pero’ che “quella cosa e’ andata avanti” e che le “persone altolocate” avevano avuto la loro interlocuzione con “quelli dell’altra sponda”. Giovanni Ciancimino precisa pero’: “Non so pero’ chi siano queste persone altolocate”.

(Fonte, L’ Unità, 2 ottobre 2009)

Domande :

– la testimonianza di Giovanni Ciancimino conferma che i contatti tra i Carabinieri del ROS e Vito Ciancimino hanno assunto il profilo di una “trattativa”  per evitare altri omicidi già PRIMA della strage di via D’Amelio ma che la “trattativa” sia entrata nel vivo solo DOPO l’omicidio di Paolo Borsellino ?

– in questo caso la “trattativa” sarebbe entrata entrata nel vivo solo DOPO l’omicidio di Paolo Borsellino perché Borsellino veniva visto come un ostacolo alla “trattativa” stessa oppure è proprio l’omicidio di Borsellino, maturato in un altro contesto, a dare una spinta propulsiva e una nuova configurazione alla “trattativa” stessa ?

– com’è stata valutata dagli inquirenti la relazione tra l’affermazione “consultando un manoscritto a stampatello” e il “papello”  presentato dal fratello Massimo Ciancimino come prova documentale ?

Quest’ultima domanda non è peregrina perché nella sua testimonianza del 22 settembre 2009 Giovanni Ciancimino dice :

“[Mio padre] Contestualmente tirò fuori dalla tasca un manoscritto a stampatello che consultò mentre mi  chiedeva spiegazioni e che, seppur in condizioni di scarsa visibilità e per pochi momenti, anch’io ebbi modo di vedere. Non sono in condizioni di fornire ulteriori particolari sul documento che però, era arrotolato”

e Massimo Ciancimino consegna nell’ottobre del 2009 la fotocopia di un manoscritto scritto in stampatello che viene definito “papello” nel quale sono segnate le presunte richieste di Cosa Nostra di cui riferisce anche il fratello Giovanni nella sua testimonianza :

“Mi chiese quindi di spiegargli compiutamente i presupposti per la revisione di un processo e, poco dopo, riferendosi alla legge Rognoni – La Torre sul sequestro dei beni, i meccanismi di irretroattività o retroattività della legge penale. Più in particolare, in esito alle mie spiegazioni, mi chiese se fosse possibile giungere ad un giudizio di revisione del maxi processo o ad una interpretazione della legge Rognoni – La Torre che non consentisse il sequestro e la confisca di beni acquistati o ricevuti prima della sua entrata in vigore. Fu in quel frangente che mio padre, riferendosi alla “trattativa” della quale mi aveva parlare a Roma, mi spiegò: “quella cosa è andata avanti, sono state fatte delle richieste dall’altra sponda a questi personaggi altolocati“.

Non solo : nell’interrogatorio del 19 ottobre 2009 Massimo Ciancimino afferma (per la prima volta ?)

1) di essere riuscito a dare una sbirciatina al “papello” mentre il padre lo teneva in mano

2) di aver visto “che c’erano delle cose scritte a stampatello”

3) che anche il fratello Giovanni avrebbe visto il “papello”

L’ipotesi che scaturisce dall’insieme di questi elementi è che il ricordo di Giovanni Ciancimino cristallizzato nella testimonianza del 22 settembre 2009 potrebbe essere genuino e che Massimo Ciancimino abbia sfruttato l’occasione per costruire successivamente un documento artefatto a supporto delle proprie dichiarazioni

 Nota n° 1 del 10 giugno 2013  ore 11.15

Mafia: processo Mori, tra il pubblico anche il tributarista Gianni Lapis

Palermo, 10 giu. – (Adnkronos) – C’e anche l’avvocato Gianni Lapis, ex tributarista di Vito Ciancimino e coinvolto in passato in una indagine su un maxi riciclaggio di denaro con Massimo Ciancimino, tra il pubblico del processo al generale Mario Mori, accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra, in corso a Palermo. Lapis, che e’ stato riarrestato a fine maggio nell’ambito di un’operazione della Guardia di Finanza che ha fatto luce su una compravendita di valuta estera per riciclare denaro sporco. Lapis e’ stato scarcerato la scorsa settimana. Il suo legale, l’avvocato Enzo Musco, e’ uno dei difensori di Mario Mori e dei Mauro Obinu, i due imputati del processo.

(Fonte : La Repubblica, 10 giugno 2013 ore 11.02)
Domanda : è normale che Mario Mori e Mauro Obinu abbiano lo stesso avvocato di un sodale di Ciancimino Jr. ?

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